Casa ecosostenibile: scopriamo perché conviene l’impatto zero

Scegliere una casa ecosostenibile, che non inquini e che produca in maniera autosufficiente l’energia, non è solo una questione di rispetto ambientale ma anche di risparmio economico. L’impatto zero non solo riduce in maniera considerevole l’inquinamento, ma anche gli importi in bolletta. Se vi state chiedendo perché scegliere una casa ecologica, ecco qualche risposta.

A fronte di un investimento iniziale mediamente più alto (anche se con una casa prefabbricata si risparmia molto) rispetto a quanto necessario per acquistare una casa “tradizionale”, un immobile a impatto zero permette di risparmiare cifre molto considerevoli sul lungo periodo, confermandosi un investimento intelligente sia per il portafoglio che per l’ambiente.

Tuttavia, è possibile anche abbattere i costi iniziali. Ormai da anni, infatti, le direttive sia europee che italiane sono orientate nell’ottica di incentivare l’acquisto o la ristrutturazione di case ecosostenibili con detrazioni fino al 110%  previste per chi riduce:

  • il fabbisogno energetico per il riscaldamento;
  • per chi opera coibentazioni;
  • per chi sostituisce infissi o finestre;
  • per chi installa pannelli fotovoltaici
  • chi installa colonnine di ricarica per auto elettriche

Ma è un progetto che parte da lontano, quello di promuovere una nuova cultura dell’abitare in ottica ecosostenibile. La prima direttiva europea, infatti, risale al 2010 e stabiliva che tutti gli edifici di nuova costruzione entro il 2020 sarebbero dovuti essere a energia quasi zero (scadenza fissata al 31 dicembre 2018 invece per gli edifici occupati da enti pubblici). La tabella di marcia poi è stata corretta, posticipando il limite al 2050 con tappe intermedie di verifica nel 2030 e 2040.

L’obiettivo europeo è che progressivamente si costruiscano e ristrutturino case solo nell’ottica dell’impatto quasi zero, con un fabbisogno energetico esterno praticamente nullo e coperto da fonti rinnovabili. Nel 2015, infatti, la riduzione delle emissioni dovrebbe assestarsi in una forbice tra l’80 e il 95% in meno rispetto a quanto si registrava nel 1990.

Ma come fare per raggiungere l’obiettivo? La parola magica è investimenti, che nel caso delle case ecosostenibili sono anche sicuri, garantendo un ampio margine di ritorno sul lungo periodo. Tanto per fare un esempio, installare un pannello fotovoltaico su un tetto con esposizione a sud e in una posizione geografica soleggiata  costa mediamente 18.000 euro.

Ma lo stesso pannello produce anche 4.000/4.500 kwh all’anno, il che significa anche un incasso che oscilla tra i 1.760 e i 1.980 euro, che consentono di ammortizzare la spesa iniziale nel giro di nove o undici anni. I pannelli fotovoltaici sono garantiti per 20 anni e durante questo periodo si ottiene in media un rendimento del 5,3%.

A questo va aggiunto che non si deve neanche pagare la bolletta, risparmiando quindi ulteriori 700 euro l’anno di spese energetiche. 

Fondamentale, per puntare su una casa a basse emissioni, è anche la scelta degli elettrodomestici (ma non solo) che devono essere delle classe energetiche più performanti (classe A). Anche i piani cottura possono evitare la dispersione di calore e con un indice di efficienza del 90% contro il 60% dei piani elettrici in vetroceramica e il 50% dei piani a gas, riducendo anche i tempi di cottura.

Si può risparmiare sui consumi dell’acqua applicando un rubinetto con miscelatore e impianto sottolavello per micro-filtrare, raffreddare e rendere frizzante l’acqua potabile realizzando un risparmio pari a 500€ l’anno che è la spesa media di una famiglia italiana per l’acquisto di acqua minerale.

CONSIGLI UTILI PER TUTTI (sì, anche per te):

Ma anche se non sei in fase di costruzione e ristrutturazione dell’abitazione puoi migliorare tantissimo l’impatto ambientale della tua casa con alcune soluzioni intelligenti! Eccole:

  • Sostituisci tutte le lampade con i LED, comprese quelle del giardino e del vialetto di casa: otterrai un risparmio del 90% rispetto a quelle a filamento.
  • Sostituisci la vecchia caldaia con una caldaia a condensazione: consentono una maggiore efficienza energetica grazie alla possibilità di recupero del calore latente dei gas di scarico con un risparmio sui consumi fino al 30%.
  • Limita il consumo energetico del condizionatore con una pompa di calore reversibile o inverter: trasforma il calore presente nell’ambiente in energia termica per avere una casa riscaldata, acqua calda sanitaria e il raffreddamento.
  • Sostituisci gli infissi tradizionali con infissi efficienti, spesso quelli esistenti hanno una forte dispersione del calore e un basso isolamento, aumentando così il dispendio energetico in bolletta. La somma spesa, grazie agli incentivi del 65%, si recupera in dieci anni, ma se non si ha a disposizione subito quel capitale, un’altra mossa vincente è sostituire i vetri singoli degli infissi con vetri doppi sigillati: questo sistema taglia il 20% del consumo energetico domestico!
  • Elimina tutti i rivestimenti in eternit e sostituiscili con pannelli solari termici che sfruttano l’energia del sole per produrre acqua calda sanitaria. Il costo dipende dal tipo di collettore installato, ma un impianto ideale per una famiglia di tre persone evita l’emissione di oltre 1500 kg di CO2 l’anno. In questo caso inoltre è possibile accedere anche al bonus eternit.
  • Gestisci l’acqua in modo differente. Per prima cosa sostituisci la vasca con una doccia a basso consumo idrico, per irrigare il prato raccogli l’acqua piovana in semplici barili ed infine sostituisci il vecchio sciacquone con un modello a doppio tasto. Oltre il 30% dell’acqua consumata in casa dipende dallo sciacquone: ogni volta che lo utilizziamo disperdiamo circa 12 litri d’acqua.
 

    IL SUPERBONUS 110% IN BREVE:

    Il Superbonus è un’agevolazione prevista dal Decreto Rilancio che eleva al 110% l’aliquota di detrazione delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, per specifici interventi in ambito di efficienza energetica, di interventi antisismici, di installazione di impianti fotovoltaici o delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici.

    Le nuove misure si aggiungono alle detrazioni previste per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, compresi quelli per la riduzione del rischio sismico (c.d. Sismabonus) e di riqualificazione energetica degli edifici (cd. Ecobonus).

    Tra le novità introdotte, è prevista la possibilità, al posto della fruizione diretta della detrazione, di optare per un contributo anticipato sotto forma di sconto dai fornitori dei beni o servizi o, in alternativa, per la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante. In questo caso si dovrà inviare dal 15 ottobre 2020 una comunicazione per esercitare l’opzione. Il modello da compilare e inviare online è quello approvato con il provvedimento dell’8 agosto 2020.

    A CHI INTERESSA?

    si applica agli interventi effettuati da:

    • condomìni
    • persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, che possiedono o detengono l’immobile oggetto dell’intervento
    • Istituti autonomi case popolari (IACP) o altri istituti che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing”
    • cooperative di abitazione a proprietà indivisa
    • Onlus e associazioni di volontariato
    • associazioni e società sportive dilettantistiche, limitatamente ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi.

    I soggetti Ires rientrano tra i beneficiari nella sola ipotesi di partecipazione alle spese per interventi trainanti effettuati sulle parti comuni in edifici condominiali.

    QUALI SONO GLI INTERVENTI AGEVOLABILI?

    Interventi principali o trainanti

     

    Il Superbonus spetta in caso di:

    • interventi di isolamento termico sugli involucri
    • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale sulle parti comuni
    • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari di edifici plurifamiliari funzionalmente indipendenti
    • interventi antisismici: la detrazione già prevista dal Sismabonus è elevata al 110% per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021.

    Interventi aggiuntivi

     

    Oltre agli interventi trainanti sopra elencati, rientrano nel Superbonus anche le spese per interventi eseguiti insieme ad almeno uno degli interventi principali di isolamento termico, di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale o di riduzione del rischio sismico. Si tratta di

    • interventi di efficientamento energetico
    • installazione di impianti solari fotovoltaici
    • infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici

    QUALI SONO I VANTAGGI?

    La detrazione è riconosciuta nella misura del 110%, da ripartire tra gli aventi diritto in 5 quote annuali di pari importo, entro i limiti di capienza dell’imposta annua derivante dalla dichiarazione dei redditi.

    In alternativa alla fruizione diretta della detrazione, è possibile optare per un contributo anticipato sotto forma di sconto dai fornitori dei beni o servizi (sconto in fattura) o per la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante.

    La cessione può essere disposta in favore:

    • dei fornitori dei beni e dei servizi necessari alla realizzazione degli interventi
    • di altri soggetti (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti)
    • di istituti di credito e intermediari finanziari.

    I soggetti che ricevono il credito hanno, a loro volta, la facoltà di cessione.

    Per esercitare l’opzione, oltre agli adempimenti ordinariamente previsti per ottenere le detrazioni, il contribuente deve acquisire anche

    • il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione, rilasciato dagli intermediari abilitati alla trasmissione telematica delle dichiarazioni (dottori commercialisti, ragionieri, periti commerciali e consulenti del lavoro) e dai CAF
    • l’asseverazione tecnica relativa agli interventi di efficienza energetica e di riduzione del rischio sismico, che certifichi il rispetto dei requisiti tecnici necessari ai fini delle agevolazioni fiscali e la congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati.

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