Mattoni refrattari come batterie di accumulo

Perché i mattoni refrattari possono essere la soluzione?

La produzione energetica da fonti rinnovabili è finalmente un argomento trattato e sfruttato quotidianamente. Unitamente si affronta il problema dello stoccaggio con batterie di accumulo. A tal proposito, uno studio del MIT mette in evidenza come potrebbe essere possibile utilizzare una tecnologia millenaria: i mattoni refrattari, capaci di resistere a temperature molto elevate. (Foto del MIT)

Questo loro utilizzo in ambito industriale risale ai primi anni del ‘900, ma non è mai stata sfruttata appieno la loro incidenza. I ricercatori pensano di usare l’energia in eccesso prodotta dagli impianti solari quando la domanda è bassa utilizzando riscaldatori a resistenza elettrica. Ciò permette di convertila in calore e scaldare i mattoni refrattari che, se isolati adeguatamente, lo mantengono per un lungo periodo. Firebrick Resistance-heated Energy Storage – FIRES è il nome della tecnologia. Essa è meno costosa rispetto alle classiche batterie di accumulo: potrebbe essere utilizzata direttamente nei processi industriali. In modo secondario, si potrebbe adoperare come alimentario elettrico durante i picchi di domanda della rete.

Il limite attuale del FIRES si pone con i riscaldatori a resistenza. Infatti, quelli a basso costo e più efficienti lavorano con temperature che non superano gli 850 °C. Troppo basse, soprattutto rispetto a quelle delle turbine convenzionali che servono per produrre elettricità. Questo limite può essere superato modificando i mattoni in modo che risultino essere conduttivi anche per temperature più basse, comuni agli impianti di maggior utilizzo.

Gli studi in questo campo stanno continuando ad ampliarsi. In attesa di vederli comparire sul mercato, ti consigliamo di iniziare a pensare all’impianto da associargli. Anche senza batterie di accumulo innovative come queste, gli impianti che sfruttano le fonti rinnovabili, come il fotovoltaico e il solare termico, permettono il sostenimento del fabbisogno energetico. Da ciò ne deriva una diminuzione dei costi legati all’acquisto dell’energia.

 

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